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Costruisci il tuo Impero Galattico (2): Economia

Dopo l’articolo sulle diverse forme di viaggio interstellare, è ora di discutere dell’economia del vostro Impero Galattico!

economia

Sarà un’economia fortemente interconnessa con numerosi scambi commerciali oppure gran parte della produzione planetaria sarà comprata in loco?
Insomma, flotte mercantili solcheranno gli spazi? Oppure gran parte dei mondi avrà scarsi scambi commerciali?

In primo luogo è opportuno dire che probabilmente ogni singolo mondo ha la possibilità di essere autosufficiente in termini di materie prime, attingendo al più al proprio sistema solare: componenti organici e gas di ogni genere possono essere reperiti nelle comete che verosimilmente circondano ogni sistema planetario mentre i minerali sono ottenibili dagli asteroidi.

Quindi è difficile che un pianeta abbia materie prime che qualche altro pianeta non abbia, possiamo però immaginare delle eccezioni:

– un mondo potrebbe avere qualcosa di unico e pregiato, come ad esempio la spezia in Dune o il kyrt in Le correnti dello spazio di Asimov. In alternativa anche cose come piante o animali locali potrebbero andar bene, anche se ovviamente su scala ridotta.

– un mondo di recente colonizzazione potrebbe dipendere a lungo dalla madrepatria per i rifornimenti prima di diventare autosufficiente.

– un mondo intensamente urbanizzato potrebbe importare grandi quantità di cibo da altri mondi (è il caso di Trantor, Asimov ci informa che migliaia di astronavi erano impiegate nel rifornimento dei suoi quaranta miliardi di abitanti). Lo stesso potrebbe accadere a un mondo sterile o poco fertile.

– un mondo specializzato in alcune produzioni potrebbe decidere di importare materie prime che potrebbe ottenere in proprio ma che non gli renderebbero quanto altre attività.

Aggiungo inoltre che proprio in base alla facilità del viaggio interstellare, cambierà il volume e la propensione del commercio: viaggi lunghi e costosi sproneranno i mondi a far da sé più che possono, viaggi veloci e economici ovviamente spingeranno a un effetto opposto.

A livello industriale le cose possono cambiare, alcuni mondi potrebbero essere in grado di produzioni di qualità o costo inarrivabili per altri, per esempio potrebbero avere cantieri orbitali in grado di produrre astronavi che per numero e qualità non avrebbero eguali, poi, come per le materie prime, il costo e la facilità dei viaggi spingeranno i mondi verso una maggiore autosufficienza o al contrario verso una maggior specializzazione finalizzata al commercio interstellare.

Alcune produzioni potrebbero richiedere tali risorse, impianti e specializzazioni da poter avvenire solo in mondi eccezionalmente avanzati (magari le sopra citate astronavi oppure il carburante delle astronavi stesse).

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Infine proprio il commercio potrebbe essere l’attività economica principale di un Impero Galattico: sarà tutto in mano a una compagnia, gilda o corporazione come in Dune? Oppure ci saranno miriadi di aziende di trasporto? Anche questo dipende, come molte altre cose, dal tipo di viaggio interstellare: se comprare un’astronave cargo sarà come comprare un camion, allora potremmo anche trovarci situazioni alla Firefly, dove un gruppo di persone o una famiglia potranno mettersi in proprio, viceversa se un’astronave e la sua manutenzione costeranno come una superpetroliera, allora solo grandi aziende o pianeti potranno permettersi simili investimenti.

 

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Un breve accenno al sistema finanziario e bancario: esisterebbero comunque le banche e le borse, ma non sarebbe, probabilmente, l’economia in tempo reale di oggi, forse sarebbe più simile a quella di inizio novecento. Questo dipenderà anche da un altro fattore ossia le comunicazioni: se saranno quelle attuali, ossia limitate alla velocità della luce, si tornerà ai messaggeri, alla posta, insomma, astronavi che porteranno notizie, viceversa di dovesse riuscire ad avere un sistema di comunicazione istantaneo (magari che sfrutta l’iperspazio) allora potremmo avere contatti in tempo reale.

Ma ne parleremo nel prossimo post.

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Pubblicato da su 3 agosto 2014 in Scrittura

 

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Costruisci il tuo Impero Galattico (1)

Galaxymap_p1

La fantascienza ci ha abituato a una galassia (e a volte più galassie) dominate dai imperi galattici (come nelle opere di Asimov, in Dune o nei film di Star Wars) o contese da grosse entità politiche (come ad esempio in Star Trek).
Sia che nell’ambientazione siano presenti alieni oppure che ci siano solo esseri umani, abbiamo potenti stati interstellari che dispongono di flotte per contrastare i propri nemici mentre altre navi solcano l’infinito come cargo o trasporto passeggeri.

Spesso questi imperi (o federazioni ecc…) sembrano essere una versione più grande di quello che sono e sono stati gli imperi e nazioni terrestri, ma senza sostanziali differenze qualitative.

Lo scrittore di fantascienza è il dio del proprio universo, ma la coerenza non dovrebbe essere un optional, nel costruire il proprio Impero Galattico si dovrebbero valutare prima gli effetti di molte cose, in questo post discuterò del viaggio interstellare.

Ovviamente per creare un Impero Galattico occorre avere la capacità di viaggiare tra le stelle in tempi ragionevoli!

Innanzitutto occorre decidere se sottostare alle regole di quell’antipatico di Einstein e avere viaggi a velocità sub-luce oppure mandare a quel paese la fisica e lasciarsi andare a viaggi superluminali.

Se parliamo di viaggi sub-luce, allora il nostro impero sarà forzatamente limitato a pochi sistemi solari o a uno solo: nel primo caso un esempio è l’impero dei Rettili (o della Razza) nel Ciclo dell’Invasione di Turtledove, esteso su tre mondi (quello natio e due conquistati in seguito).

I Rettili fanno viaggiare le proprie astronavi fino a una velocità pari a metà di quella della luce, cosa che comunque fa richiedere anni per viaggiare da un mondo all’altro, per questo gran parte dell’equipaggio viene sistemato in celle criogeniche (il sonno freddo) in attesa di arrivare a destinazione.

Tutto ciò porta alla necessità di governi locali con forti poteri decisionali (impossibile attendere ordini dalla capitale), a commerci limitati (forse solo tecnologia) e anche a limitate possibilità di difesa e offesa (le flotte da guerra impiegherebbero anni ad attaccare un vicino o a difendere una colonia).

I viaggi superluminali  o FTL ci consentono invece di immaginare movimenti più veloci e di poter raggiungere le stelle in tempi ragionevoli, generalmente abbiamo due tipi di propulsione:

motore a curvatura, celebre in Star Trek, che contrae lo spazio davanti all’astronave e dilata quello dietro di essa, questo di fatto rende il viaggio interstellare “simile” a un viaggio sub-luce, cambia solo la velocità;

Star Trek (2008) Directed by: J.J. Abrams

– iperspazio, famoso ad esempio in Star Wars, in Battlestar Galactica o nelle opere di Asimov, le astronavi “bucano” il tessuto della realtà per entrare in uno spazio con dimensioni e leggi della fisica diverse, cosa che permette a chi lo attraversa di coprire enormi distanze in pochi istanti (o comunque in un tempo ragionevole) e poi tornare nello spazio reale, compiendo così viaggi di decine o centinaia di anni luce. Asimov in Fondazione e Terra fa dire ai suoi protagonisti che “iperspazialmente la Galassia è un punto”. Una variante di iperspazio è il warp di Warhammer 40.000, celebre wargame, nel quale le astronavi possono viaggiare per raggiungere luoghi lontani, ma anche dove si aggirano entità demoniache e temibili tempeste che possono spazzare vie intere flotte.
Qualcosa di simile si è visto anche nel film Punto di non ritorno, nel quale però l’astronave che aveva viaggiato era sperimentale.
In alcuni casi è possibile entrare nell’iperspazio solo a una certa distanza dai campi gravitazionali di stelle e pianeti.

 

Battlestar-Galactica__128

 

Rimangono altre tecnologie come i portali dimensionali che collegano diversi mondi, possono essere localizzati su singoli pianeti o direttamente in orbita e funzionano idealmente come l’iperspazio, anche se è il portale e non l’astronave a fare il lavoro. Il problema di questo approccio è che prima bisogna costruirli i portali sui due punti e quindi farsi il viaggio dal punto 1 al punto 2 con un’altra tecnologia.

Oppure si possono sfruttare i wormhole, fenomeni naturali possibili che permetterebbero il collegamento tra punti diversi dell’universo, in questo caso però occorre arrivarci agli ingressi di questi “tunnel”: abbiamo un esempio in Star Trek Deep Space Nine, dove il wormhole è un aspetto centrale della serie in quanto permette di collegarsi al quadrante Gamma che altrimenti sarebbe troppo lontano per le astronavi a curvatura.

Ognuna di queste scelte narrative ha le sue conseguenze: più facile (ed economico) è il viaggio interstellare, più intensi saranno i contatti tra i mondi e la capacità di reazione a un’invasione (ma anche l’invasione stessa), viceversa avremo un impero con un potere centrale meno forte e la necessità dei vari pianeti di essere maggiormente autosufficienti sia in termini economici sia militari e culturali.

In Star Trek la Federazione pare in grado di mantenere senza difficoltà i collegamenti con tutti i suoi mondi, mentre l’Imperium di Warhammer 40.000 si trova in una situazione opposta, con mondi o addirittura interi sotto-settori virtualmente isolati dalla Terra.

Ciò ha ripercussioni dal punto di vista militare, infatti in Star Trek la reazione alle minacce esterne è molto rapida (giorni, settimane, al più mesi) mentre in Warhammer 40.000 è più lenta, a volte molto lenta (anni e decenni) a meno che non siano coinvolti mondi e settori chiave.

Ma le ripercussioni sono anche sociali: mentre i mondi della Federazione si pongono alla pari in termini di diritti, di scienza e di consapevolezza, quelli dell’Imperium sono molto diversi, in alcuni vivono popolazioni quasi selvagge o comunque in condizioni tecnologiche e sociali medievali, in altri abbiamo società industriose o ancora dedite all’arruolamento. Addirittura alcuni mondi sanno a malapena di far parte dell’Imperium stesso, se non in senso simbolico.

Al prossimo post tratterò la parte relativa all’economia, cosa di non secondaria importanza, spesso nella fantascienza gli Imperi Galattici sembrano funzionare in modo similare a grandi nazioni e imperi terrestri, ma non è detto che debba essere così: ad esempio è improbabile che un mondo abbia bisogno di minerali grezzi da altri mondi a decine di anni luce di distanza quando potrebbe semplicemente procurarseli nel proprio sistema solare.

 

 

 
5 commenti

Pubblicato da su 13 luglio 2014 in Fantascienza

 

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fabio chinellato | dottore forestale

Marta Duò

Sempre immersa nei libri, ho ricavato un angolino per raccontare di mondi in rovina.

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