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Siamo soli nell’universo?

Una delle domande fondamentali che l’uomo si pone da sempre, forse LA domanda.

Fin da quando la nostra specie ha calcato la terra si è sempre chiesta se ci fosse qualcun altro (o qualcos’altro): spiriti, divinità, esseri leggendari.

La mitologia, la religione, il folklore di ogni popolo e tribù nel passato e nel presente non sono che la testimonianza della continua ricerca e della convinzione che qualcuno debba esserci.

E questo è vero anche oggi, è sufficiente una veloce ricerca su Google alla parola UFO, alieni o simili per entrare in una galassia di siti e blog che postano articoli dalla dubbia attendibilità e serietà, ma in grado di catturare l’attenzione con il fascino della vita extraterrestre.

I want to believe” diceva Mulder.

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Eccolo qua!

Del resto fino alla prima meta del ventesimo secolo si riteneva probabile che Marte e Venere potessero ospitare la vita, forse persino intelligente.

Secondo una superata teoria della genesi del sistema solare Venere doveva essere più recente della Terra, Marte più vecchio, così il primo era spesso visto come una giungla primordiale mentre il secondo era un mondo in declino ma che poteva ospitare civiltà avanzatissime.*

Purtroppo gli sviluppi dell’astronomia negarono questo scenario e così le nostre speranze e i nostri sogni si rivolsero ad altri sistemi solari e ai frequenti avvistamenti di UFO, alle teorie del complotto e così via.

Ma la stessa scienza che aveva “ucciso” le nostre speranze sui mondi vicini, cominciò a porsi la domanda e a cercare risposte.

Oltre alle forme di ascolto attivo (vedi programma SETI) sempre più gli astronomi hanno indagato i dintorni del sistema solare e hanno cominciato a identificare pianeti in orbita attorno alle stelle, trovandone di tanto in tanto qualcuno che potrebbe ospitare la vita.

Vero è che la vita non ci basta**, noi vogliamo trovare la vita intelligente, qualcosa di paragonabile o superiore all’homo sapiens e che sia in grado di generare una civiltà, quindi un mondo che possa ospitare la vita è una condizione necessaria, ma non sufficiente.

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Queste forme di vita non ci interessano!

Questo restringe ulteriormente il campo e soprattutto ci pone di fronte a due domande:

1) l’avvento di una specie intelligente in grado di costruire una civiltà è un evento inevitabile, probabile o solo possibile?

2) considerati i tempi di possibili viaggi interstellari, una civiltà può durare abbastanza a lungo da riuscire a contattare altre civiltà?

Per quanto riguarda la 1, purtroppo il nostro campione è limitato a un solo mondo, la storia della vita nel nostro pianeta mostra una spinta frequente a una maggiore complessità (con brusche frenate durante le grandi estinzioni di massa) ma anche che forme di vita relativamente semplici hanno un successo notevole e duraturo nel tempo, come ad esempio molti insetti o le meduse.

L’intelligenza è di certo un vantaggio, ma ha anche dei costi, come ogni caratteristica in un essere vivente: il cervello consuma più energie degli altri organi, gli individui hanno bisogno di tempo per poter sfruttare appieno la propria intelligenza, quindi richiedono un grosso investimento di attenzioni, cibo ed energie da parte dei genitori.

Se un alieno fosse passato da queste parti 5 milioni di anni fa (ossia poco più dello 0,1% della “vita” del nostro pianeta) avrebbe concluso che l’evoluzione non aveva portato a una specie in grado di costruire una civiltà.

Riguardo alla 2, quanto può durare una civiltà planetaria? La storia è cominciata poche migliaia di anni fa, abbiamo fatto enormi passi in avanti, ma i pericoli del nostro stesso successo sono evidenti: sovrappopolazione, inquinamento, sconvolgimenti climatici, esaurimento delle risorse naturali.

Nulla ci spinge a pensare che potremmo esistere anche tra un milione di anni, ma poniamo pure che la nostra specie possa durare così tanto, quante possibilità ci sono che in questo milione di anni possa incontrare un’altra civiltà?

Un milione di anni è circa lo 0,0075% dell’età della nostra galassia, per incontrare un’altra civiltà dovremmo dunque sperare che su un altro pianeta (possibilmente nelle vicinanze) l’evoluzione sia arrivata a quello 0,0075%  di tempo in cui una civiltà esiste.

La finestra di tempo è minima, sarebbe molto più facile per futuri esploratori spaziali trovare mondi in cui la civiltà sia già morta da milioni o anche miliardi di anni, oppure di trovare mondi in cui l’intelligenza non si sia sviluppata fino ad arrivare a una civiltà.

Se un alieno avesse visitato la Terra negli ultimi 4 miliardi di anni non avrebbe trovato una civiltà, se la visiterà nei prossimi 4 miliardi, forse ne troverà i resti, a meno di giungere nel “nostro” milione di anni.

Sarebbe un vero colpo di fortuna trovare una civiltà che esista contemporaneamente alla nostra e soprattutto trovarla vicina a noi tanto da poterci entrare in contatto.

© Copyright 2012 CorbisCorporation

E rimaniamo qua, in attesa, che da qualche parte del cosmo qualcuno ci parli.

* ricordiamo inoltre i famosi canali di Schiaparelli

** anche perché è teoricamente possibile che ci sia della vita anche da qualche altra parte del sistema solare, sulle lune di Giove ad esempio, Europa in particolare.

 
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Pubblicato da su 13 marzo 2014 in Scienza

 

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