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Archivio dell'autore: Van Horstmann

Il Figlio della Luna, di nuovo gratis

Breve aggiornamento per avviare che il mio e-book “Il Figlio della Luna” è di nuovo disponibile gratuitamente nel Kindle Store di Amazon domani 22 novembre e domenica 23 novembre.

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Si potrebbe definire uno urban fantasy, anche se l’unico elemento fantastico è il protagonista, un uomo affetto dalla maledizione della licantropia, mentre lo sfondo su cui si muove è decisamente realistico: Midiapoli, una grande metropoli italiana, sede di grandi aziende, banche e poteri finanziari, piagata dalla corruzione e dalla criminalità con una parte sempre più numerosa dei suoi abitanti che sprofonda nella miseria, schiacciata dalla crisi, dalla disoccupazione e dalla criminalità.

Massimo Lodi, il protagonista, è un uomo in grandi difficoltà economiche, vive in uno squallido appartamento di periferia, sopravvive con lavori saltuari e infine è perseguitato da agenti del recupero crediti, abbastanza per abbattere un uomo comune che ha perso la fiducia nella società in cui vive, ma ben presto un cruento episodio di cronaca nera scatena in lui la volontà di colpire e punire i responsabili: ad aver paura e a soffrire dovranno essere gli aguzzini, i criminali, i corrotti.

Egli ha un controllo parziale della sua parte bestiale, quest’ultima però influenza la parte umana, rendendolo più aggressivo e impulsivo, non mostrerà molta pietà per coloro che ritiene colpevoli o per coloro che lo ostacoleranno.

Si tratta di un ebook amatoriale, la copertina è stata realizzata con il programma di Amazon ed è molto semplice, non mi aspetto certo numeri rilevanti, mi auguro che qualcuno possa leggerlo e magari inviarmi un feedback, sia esso positivo o negativo.

Premetto che contiene scene violente e sanguinose (l’estratto gratuito ne è un esempio) che possono non piacere a seconda dei gusti (e di quanto sono stato bravo o meno a scriverle).

Per il resto vi auguro buona lettura!

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Pubblicato da su 21 novembre 2014 in Senza categoria

 

The Ucronian Files (1): Nazisti vittoriosi

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L’ucronia è un classico della narrativa fantastica, è la storia fatta con i se, moltissimi appassionati di storia, forse tutti, si chiedono spesso cosa sarebbe successo se un determinato fatto fosse avvenuto in maniera diversa.

E l’ucronia più scritta, letta e abusata è probabilmente quella che vede la Germania nazista vincere la Seconda Guerra Mondiale, vuoi per l’enormità dello scontro, vuoi per le caratteristiche profondamente criminali del nazismo e le conseguenti implicazioni in un mondo (o almeno un’Europa) dominato dal Terzo Reich.

Gli scenari di una possibile vittoria nazista sono essenzialmente tre:

1 – La Germania sconfigge l’Inghilterra e il patto Molotov-Ribbentrop resiste. Possibile.

La Battaglia d’Inghilterra (il tentativo tedesco di distruggere la Royal Air Force per poter dare il via all’operazione Leone Marino, lo sbarco in Inghilterra) fu persa dalla Germania principalmente perché Hitler non si attenne al piano originario di distruzione degli aeroporti e fabbriche aeronautiche, ma si concentrò anche sul bombardamento indiscriminato di Londra e altri centri urbani, ciò ridusse la pressione sulla RAF e impedì di raggiungere in tempo utile (prima dell’autunno) gli obbiettivi tedeschi.

Certamente permanevano altri problemi per i Tedeschi e le perdite della Luftwaffe erano più elevate di quelle della RAF, ma la superiorità numerica della prima sarebbe stata sufficiente a piegare gli inglesi nel lungo periodo, se non nell’estate del ’40, almeno per la primavera del ’41.

Rimane aperta la questione se questo sarebbe bastato per invadere l’Inghilterra, per quanto la superiorità aerea fosse ormai fondamentale per il dominio dei mari non è certo che la Luftwaffe avrebbe potuto contrastare l’intera Royal Navy (la Home Fleet precisamente) impedendole di devastare i convogli di sbarco e rifornimento tedeschi, considerando che la Kriegsmarine non si era ripresa dalle perdite della campagna norvegese e che molti dei battelli a disposizione dei tedeschi per il trasporto delle truppe non erano che quelli presi dai civili.

Tuttavia nel 1941 la questione sarebbe cambiata con nuove navi (Bismark e Tirpiz in particolare) e certamente un anno in più, senza il dover inviare risorse per l’operazione Barbarossa, avrebbe consentito all’industria tedesca di fornire alla flotta un maggior numero di unità navali più adatte allo sbarco.

D’altra parte gli Inglesi sarebbero riusciti ad addestrare un numero di truppe notevole che avrebbero reso difficile la vita alla Wehrmacht.

Lo sbarco avrebbe potuto aver successo grazie alla superiorità aerea e alla presenza delle nuove potenti corazzate, la Wehrmacht era certamente superiore all’esercito inglese in termini di esperienza, organizzazione e livello dei generali e la campagna sul suolo inglese, per quanto difficile (i britannici avrebbero combattuto col morale a mille), avrebbe potuto concludersi con la vittoria tedesca.

Conseguenze possibili: 

  • Formazione di un governo inglese collaborazionista, mentre il Re e Churchill sarebbero fuggiti in Canada con ciò che restava della Royal Navy.
  • La guerra sarebbe diventata “africana”. Gli Inglesi, soprattutto con l’aiuto americano, avrebbero potuto continuare a fare operazioni in Africa e probabilmente avrebbero cercato di colpire il “ventre molle” dell’Asse, anche se questa strategia sarebbe stata difficile da applicare con buona parte delle forze italo-germaniche concentrate nel Mediterraneo e con il possibile intervento spagnolo contro gli Alleati (conquista e chiusura dello Stretto di Gibilterra alle forze navali alleate). Oltretutto l’Afrika Korps di Rommel avrebbe potuto con maggior forza puntare all’Egitto prima e al Medio Oriente poi.
  • La guerra tra Germania e URSS sarebbe stata rinviata (Stalin non aveva intenzioni di assalire il III Reich) anche se è probabile che Hitler prima o poi sarebbe tornato su quest’idea che lo ossessionava.
  • Alla fine potrebbe esserci stata una pace se la guerra fosse rimasta inconcludente o se l’Asse fosse riuscita a impossessarsi del Medio Oriente. Questo probabilmente avrebbe spinto Hitler a pianificare l’invasione dell’URSS.

2 – La Germania sconfigge l’URSS. Possibile.

Nel 1941 Hitler interferì pesantemente sui piani distraendo la Wehrmacht dall’obbiettivo principale (Mosca) con offensive a nord (Leningrado) e sud (Kiev), ciò da una parte diede tempo ai sovietici di riorganizzarsi e far affluire rinforzi (le famose divisioni siberiane) oltre che a costruire trincee e altre opere difensive, dall’altra spostò l’offensiva a ridosso della stagione invernale (cominciò a nevicare a metà ottobre) con tutte le conseguenze del caso.

L’offensiva proseguì nelle sue fasi finali tra novembre e i primi di dicembre quando ormai le forze tedesche erano stremate, Hitler non ascoltò ancora chi gli chiese di bloccare l’attacco e ciò favori la controffensiva sovietica.

Ma se Hitler fosse rimasto fedele ai piani originari (o avesse ascoltato i suoi generali) i Tedeschi avrebbero potuto assalire prima Mosca e avrebbe avuto una ragionevole possibilità di conquistarla o accerchiarla, distruggendo un gran numero di forze nemiche.

Se avesse tenuto la posizione durante l’inverno, le possibilità sovietiche nel 1942 sarebbero state ridotte: Mosca era (ed è) oltre che un centro amministrativo, un importante centro industriale e soprattutto il fulcro di buona parte delle comunicazioni stradali e ferroviarie, senza queste l’Armata Rossa sarebbe stata in difficoltà a spostare le truppe lungo il fronte e l’economia sovietica avrebbe avuto difficoltà logistiche notevoli.

Nel 1942 i Tedeschi avrebbero potuto consolidare la loro posizione a nord e/o a sud, forse tentando un assalto al Caucaso, sottraendo risorse umane e materiali all’URSS.

Tuttavia è difficile pensare a una vittoria totale dei Tedeschi, verosimilmente i Russi avrebbero continuato a resistere a est del Volga e negli Urali, mentre molte truppe tedesche avrebbero dovuto avere a che fare con una continua guerriglia.

Una soluzione politica avrebbe forse potuto porre fine alla guerra, ma data l’odio di Hitler per i “sub-umani slavi” e il comunismo difficilmente la Germania avrebbe proposto qualcosa del genere, d’altra parte è da dubitare anche che Stalin avrebbe accettato una pace senza almeno recuperare le regioni più importanti della Russia Europea.

Conseguenze possibili:

  • Formazione di una sorta di “frontiera militare” e quindi di un prolungamento della guerra, sia pure su scala di minore intensità, con i Russi riforniti da Inglesi e Americani. Come nel romanzo Fatherland di Robert Harris.
  • Possibile entrata in guerra della Turchia a favore dell’Asse con gravi conseguenze per le posizioni britanniche in Medio Oriente.
  • Maggior disponibilità di forze da concentrare in Africa oppure in Francia, con evidenti nuove difficoltà per gli sbarchi in Europa degli anglo-americani.
  • Possibile invasione dell’Inghilterra.
  • Possibile pace tra anglo-americani e Germania, magari dopo un fallito sbarco in Normandia.
  • Possibile bombardamento atomico della Germania da parte degli USA per piegarla.

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L’Europa di Fatherland

3 – La Germania sconfigge l’Inghilterra, l’URSS e gli USA, magari assieme agli alleati Giapponesi. Molto improbabile.

Un simile scenario accade nella Svastica sul Sole di Dick.

Anche ipotizzando la riuscita invasione dell’Inghilterra e dell’Unione Sovietica, le forze tedesche non avrebbero potuto in alcun modo attraversare l’Atlantico e invadere o anche solo minacciare gli USA, neanche con l’aiuto giapponese.

Ipotizziamo pure che la battaglia di Midway fosse stata vinta dai Giapponesi (possibile) e che le Hawaii cadessero, un assalto alla costa occidentale americana era fuori dalla portata delle forze nipponiche considerando come dalla fine del ’42 la flotta USA fosse riuscita a ricacciare indietro i nemici per tutto il Pacifico.

Inoltre in caso di invasione della Gran Bretagna la flotta inglese sarebbe salpata per il Canada ben prima dell’arrivo dei panzer tedeschi alla base di Scapa Flow, mantenendo una netta superiorità navale alleata sull’Atlantico.

L’unico modo che la Germania avrebbe potuto trovare per piegare gli USA sarebbe stata quella di sviluppare i missili intercontinentali e la bomba atomica prima degli Americani, ma se erano avanti in campo missilistico, era parecchio indietro nel giungere alla fissione.

Conseguenze possibili:

  • Nuovo ordine mondiale, definizione delle sfere d’influenza di Germania, Giappone e Italia, nessuna decolonizzazione;
  • Possibile guerra fredda tra Giappone e Germania;
  • Possibile Terza Guerra Mondiale tra Giappone e Germania;
  • Sterminio di numerose etnie extraeuropee considerate inferiori;
  • Nessun ruolo da protagonista per India e Cina dalla fine del XX secolo.

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Il mondo ne La svastica sul Sole

Altre conseguenze di una vittoria nazista, indipendentemente dagli scenari:

  • Europa unita sotto il giogo tedesco (più di adesso diciamo…)
  • Sviluppo maggiore dei viaggi spaziali
  • Le ideologie razziste diventano “cosa buona e giusta”
  • Sviluppo maggiore dell’ingegneria genetica applicata all’uomo (ce lo vedo Hitler a cercare di creare dei superuomini)
  • Mussolini governa per decenni, l’Italia rimane una monarchia e ha un suo impero in Medio Oriente e Africa
  • Non esisterebbe Israele

 

Ovviamente le implicazioni possono essere numerose e i tre scenari possono fondersi tra loro (lo scenario 2 potrebbe essere successivo allo scenario 1 ma anche il contrario), ma credo siano spunti importanti per chi voglia scrivere qualcosa nell’ormai ampiamente sfruttato filone delle ucronie sulla Seconda Guerra Mondiale.

 
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Pubblicato da su 6 ottobre 2014 in Scrittura

 

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Costruisci il tuo Impero Galattico (4): Politica

CORRUZIONE: SPRINT COMMISSIONI CAMERA, IN AULA LUNEDI'

 

Dopo i precedenti post su Propulsione, Economia e Società&Cultura eccoci alla politica: quale sarà la struttura politica del nostro Impero Galattico?

Sarà un impero vero e proprio, con tanto di imperatore? O qualcosa di più simile alla Federazione di Star Trek? Ci sarà la democrazia, una monarchia parlamentare, una monarchia assoluta? O magari un’oligarchia?

Ci sarà un potere fortemente centralizzato oppure pianeti e settori avranno larga autonomia?

I fattori in gioco sono moltissimi e l’esperienza storica della Terra ci può aiutare fino a un certo punto: mediamente ci aspettiamo che più una società è avanzata, maggiore dovrebbero essere i diritti politici, ma non è sempre così (basti pensare alla Cina, tanto per dire) e non è inconsueto che la democrazia sia caduta in favore di regimi dittatoriali durante gravi crisi (pensiamo alle dittature fasciste e nazista negli anni ’20 e ’30 o, per tornare alla fantascienza, al colpo di stato di Palpatine in Star Wars che pose fine alla Vecchia Repubblica e diede vita all’Impero Galattico).

Per quanto riguarda la struttura amministrativa, come per altre cose, molto dipenderà dalla velocità di comunicazioni e trasporti, più queste saranno veloci, maggiore sarà la possibilità di un controllo centralizzato, viceversa se saranno difficoltose, sarà più facile la gestione tramite una struttura federale (o feudale), con possibile gestione autonoma anche di forze militari (cosa che però produrrebbe rischi di secessione o rivolte miranti a sovvertire il potere centrale).

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L’Imperium di Warhammer 40.000 è un buon esempio di enorme Impero Galattico con comunicazioni difficoltose a lunga distanza e divisione in settori e sotto-settori.

Da considerare anche la presenza di più specie: alcune potrebbero avere accesso al potere, altre potrebbero esserne escluse.

Come fare? Se l’esperienza storica terrestre non può essere presa come oro colato, d’altra parte è una grande fonte di spunti:

  • L’Impero Romano è un classico che ha già ispirato Asimov e Lucas, per esempio;
  • L’Impero Britannico dell’età vittoriana potrebbe ispirare una controparte galattica il cui potere è basato su una potente flotta;
  • Il Sacro Romano Impero potrebbe essere uno spunto per un Impero Galattico nominalmente unito ma di fatto diviso tra i potenti feudatari e una miriade di altre entità;
  • L’Impero Mongolo potrebbe essere un esempio di una conquista rapida da parte di una civiltà molto avanzata dal punto di vista tecnologico-militare (ci ha pensato Asimov con Correnti dello Spazio);
  • L’Impero Azteco potrebbe invece essere d’ispirazione a un’entità politica con un nucleo centrale unito e una serie di settori che hanno semplicemente il dovere di prestare tributi e prigionieri per sacrifici umani, le spedizioni militari servirebbero quindi per asservire e reprimere le rivolte, oltre a procurarsi prigionieri.

Ovviamente la politica non può essere sconnessa dall’economia, occorre chiedersi dov’è la forza economica nell’Impero e in che modo influisce sul potere politico (per esempio la Gilda dei Navigatori in Dune), senza contare che i rapporti possono cambiare nel tempo e spesso è per questo che poi avvengono cambiamenti politici, cruenti o meno).

 

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Ricordate cosa muove la politica…

Infine non dimentichiamo la possibilità di ribellioni, sia in senso anti-autoritario (l‘Alleanza Ribelle di Star Wars) sia per ottenere l’indipendenza (la Confederazione dei Sistemi Indipendenti sempre in Star Wars), o anche per l’opposizione di specie emarginate rispetto ad altre dominanti.

Bene, alla prossima puntata parlerò delle forze militari e delle minacce che potrebbero dover affrontare.

 
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Pubblicato da su 19 settembre 2014 in Fantascienza, Scrittura

 

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Costruisci il tuo Impero Galattico (3): Società e cultura

Dopo aver parlato di economia, è ora di discutere della società e della cultura di un Impero Galattico.

Innanzitutto è necessario chiedersi da quante specie è composta la società dell’Impero: solo una (non necessariamente umana) o più di una? Se sono più di una ce n’è qualcuna dominante ( oppure vi è una parità quantomeno formale (come nella Federazione di Star Trek).

 

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Inoltre sono da considerare i bisogni delle altre specie e quanto siano compatibili con quelle delle altre: alcune potrebbero essere più sensibili di altre all’inquinamento, probabilmente ogni specie avrebbe il proprio cibo, essendo biologicamente diversi, altre ancora potrebbero non gradire grandi città o viceversa potrebbero vivere solo in comunità molto numerose.

Ad esempio una specie simil-anfibia, oltre ad aver bisogno di andare spesso in acqua, potrebbe essere maggiormente vulnerabile agli agenti inquinanti e quindi vivere in città (o pianeti) separati rispetto agli esseri umani.

Da tutte le possibili interrelazioni, occorre quindi concludere se le diverse specie vivranno insieme in una società multispecie oppure se saranno per lo più separate, se esisteranno specie “meno uguali di altre”, magari schiavizzate o comunque relegate ai margini della società, magari perché meno intelligenti, meno acculturate o semplicemente meno portate per la comunicazione standard tra le altre razze.

Immaginate per esempio una specie intelligente che, una volta che il loro mondo è entrato a far parte dell’Impero Galattico, era ancora allo stadio di cacciatori raccoglitori e la cui comunicazioni si basi su ultrasuoni non percepibili dalle altre specie intelligenti, così che i suoi membri devono sforzarsi per dire poche parole udibili. Facile ipotizzare che verrebbero considerati degli stupidi buoni solo per compiti molto semplici.

Ipotizzando un Impero Galattico di soli umani ci sarebbe da chiedersi se la Terra ricoprirebbe un ruolo fondamentale (come nell’Imperium di Warhammer 40.000 in cui è la capitale) oppure no (come nelle opere di Asimov, in cui la Terra è stata dimenticata), se le lingue, le culture e le religioni attualmente esistenti passerebbero ai coloni oppure se ben poco di esse raggiungerebbe le stelle (ad esempio se i coloni fossero tutti di provenienze diverse e non riuscissero a formare comunità della stessa nazionalità) e ci ritroveremmo con cultura e lingua abbastanza omogenei?

Una questione rilevante è quella delle comunicazioni: si potrà comunicare in modo pressoché istantaneo tra i diversi mondi (creando quindi una sorta di “internet galattico“) oppure si sarà limitati alla velocità della luce e quindi ci si dovrà affidare ai messaggi portati dalle astronavi in grado di viaggiare nell’iperspazio, a curvatura o con altri mezzi FTL?

Questo, oltre a rendere veloci oppure lente le comunicazioni, permetterà anche un diverso controllo da parte del potere, comunicazioni tipo internet sono difficili da controllare e censurare, viceversa un sistema di messaggeri renderebbe difficile l’informazione in tempo reale (insomma, niente servizio al TG sull’ultimo scandalo edilizio di Alfa Centauri!). Immaginate una guerra lontana con tanto di bombardamenti, civili morti, crudeltà, ben poche immagini e video arriverebbero nei mondi principali dell’Impero e quindi l’eventuale malcontento sarebbe molto limitato. Immaginate una rivolta su alcuni pianeti, le notizie filtrerebbero con difficoltà verso altri mondi, limitando il contagio rivoluzionario.

 

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All’Imperatore Palpatine piace una Galassia senza Internet!

 
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Pubblicato da su 14 agosto 2014 in Scrittura

 

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Costruisci il tuo Impero Galattico (2): Economia

Dopo l’articolo sulle diverse forme di viaggio interstellare, è ora di discutere dell’economia del vostro Impero Galattico!

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Sarà un’economia fortemente interconnessa con numerosi scambi commerciali oppure gran parte della produzione planetaria sarà comprata in loco?
Insomma, flotte mercantili solcheranno gli spazi? Oppure gran parte dei mondi avrà scarsi scambi commerciali?

In primo luogo è opportuno dire che probabilmente ogni singolo mondo ha la possibilità di essere autosufficiente in termini di materie prime, attingendo al più al proprio sistema solare: componenti organici e gas di ogni genere possono essere reperiti nelle comete che verosimilmente circondano ogni sistema planetario mentre i minerali sono ottenibili dagli asteroidi.

Quindi è difficile che un pianeta abbia materie prime che qualche altro pianeta non abbia, possiamo però immaginare delle eccezioni:

– un mondo potrebbe avere qualcosa di unico e pregiato, come ad esempio la spezia in Dune o il kyrt in Le correnti dello spazio di Asimov. In alternativa anche cose come piante o animali locali potrebbero andar bene, anche se ovviamente su scala ridotta.

– un mondo di recente colonizzazione potrebbe dipendere a lungo dalla madrepatria per i rifornimenti prima di diventare autosufficiente.

– un mondo intensamente urbanizzato potrebbe importare grandi quantità di cibo da altri mondi (è il caso di Trantor, Asimov ci informa che migliaia di astronavi erano impiegate nel rifornimento dei suoi quaranta miliardi di abitanti). Lo stesso potrebbe accadere a un mondo sterile o poco fertile.

– un mondo specializzato in alcune produzioni potrebbe decidere di importare materie prime che potrebbe ottenere in proprio ma che non gli renderebbero quanto altre attività.

Aggiungo inoltre che proprio in base alla facilità del viaggio interstellare, cambierà il volume e la propensione del commercio: viaggi lunghi e costosi sproneranno i mondi a far da sé più che possono, viaggi veloci e economici ovviamente spingeranno a un effetto opposto.

A livello industriale le cose possono cambiare, alcuni mondi potrebbero essere in grado di produzioni di qualità o costo inarrivabili per altri, per esempio potrebbero avere cantieri orbitali in grado di produrre astronavi che per numero e qualità non avrebbero eguali, poi, come per le materie prime, il costo e la facilità dei viaggi spingeranno i mondi verso una maggiore autosufficienza o al contrario verso una maggior specializzazione finalizzata al commercio interstellare.

Alcune produzioni potrebbero richiedere tali risorse, impianti e specializzazioni da poter avvenire solo in mondi eccezionalmente avanzati (magari le sopra citate astronavi oppure il carburante delle astronavi stesse).

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Infine proprio il commercio potrebbe essere l’attività economica principale di un Impero Galattico: sarà tutto in mano a una compagnia, gilda o corporazione come in Dune? Oppure ci saranno miriadi di aziende di trasporto? Anche questo dipende, come molte altre cose, dal tipo di viaggio interstellare: se comprare un’astronave cargo sarà come comprare un camion, allora potremmo anche trovarci situazioni alla Firefly, dove un gruppo di persone o una famiglia potranno mettersi in proprio, viceversa se un’astronave e la sua manutenzione costeranno come una superpetroliera, allora solo grandi aziende o pianeti potranno permettersi simili investimenti.

 

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Un breve accenno al sistema finanziario e bancario: esisterebbero comunque le banche e le borse, ma non sarebbe, probabilmente, l’economia in tempo reale di oggi, forse sarebbe più simile a quella di inizio novecento. Questo dipenderà anche da un altro fattore ossia le comunicazioni: se saranno quelle attuali, ossia limitate alla velocità della luce, si tornerà ai messaggeri, alla posta, insomma, astronavi che porteranno notizie, viceversa di dovesse riuscire ad avere un sistema di comunicazione istantaneo (magari che sfrutta l’iperspazio) allora potremmo avere contatti in tempo reale.

Ma ne parleremo nel prossimo post.

 
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Pubblicato da su 3 agosto 2014 in Scrittura

 

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Costruisci il tuo Impero Galattico (1)

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La fantascienza ci ha abituato a una galassia (e a volte più galassie) dominate dai imperi galattici (come nelle opere di Asimov, in Dune o nei film di Star Wars) o contese da grosse entità politiche (come ad esempio in Star Trek).
Sia che nell’ambientazione siano presenti alieni oppure che ci siano solo esseri umani, abbiamo potenti stati interstellari che dispongono di flotte per contrastare i propri nemici mentre altre navi solcano l’infinito come cargo o trasporto passeggeri.

Spesso questi imperi (o federazioni ecc…) sembrano essere una versione più grande di quello che sono e sono stati gli imperi e nazioni terrestri, ma senza sostanziali differenze qualitative.

Lo scrittore di fantascienza è il dio del proprio universo, ma la coerenza non dovrebbe essere un optional, nel costruire il proprio Impero Galattico si dovrebbero valutare prima gli effetti di molte cose, in questo post discuterò del viaggio interstellare.

Ovviamente per creare un Impero Galattico occorre avere la capacità di viaggiare tra le stelle in tempi ragionevoli!

Innanzitutto occorre decidere se sottostare alle regole di quell’antipatico di Einstein e avere viaggi a velocità sub-luce oppure mandare a quel paese la fisica e lasciarsi andare a viaggi superluminali.

Se parliamo di viaggi sub-luce, allora il nostro impero sarà forzatamente limitato a pochi sistemi solari o a uno solo: nel primo caso un esempio è l’impero dei Rettili (o della Razza) nel Ciclo dell’Invasione di Turtledove, esteso su tre mondi (quello natio e due conquistati in seguito).

I Rettili fanno viaggiare le proprie astronavi fino a una velocità pari a metà di quella della luce, cosa che comunque fa richiedere anni per viaggiare da un mondo all’altro, per questo gran parte dell’equipaggio viene sistemato in celle criogeniche (il sonno freddo) in attesa di arrivare a destinazione.

Tutto ciò porta alla necessità di governi locali con forti poteri decisionali (impossibile attendere ordini dalla capitale), a commerci limitati (forse solo tecnologia) e anche a limitate possibilità di difesa e offesa (le flotte da guerra impiegherebbero anni ad attaccare un vicino o a difendere una colonia).

I viaggi superluminali  o FTL ci consentono invece di immaginare movimenti più veloci e di poter raggiungere le stelle in tempi ragionevoli, generalmente abbiamo due tipi di propulsione:

motore a curvatura, celebre in Star Trek, che contrae lo spazio davanti all’astronave e dilata quello dietro di essa, questo di fatto rende il viaggio interstellare “simile” a un viaggio sub-luce, cambia solo la velocità;

Star Trek (2008) Directed by: J.J. Abrams

– iperspazio, famoso ad esempio in Star Wars, in Battlestar Galactica o nelle opere di Asimov, le astronavi “bucano” il tessuto della realtà per entrare in uno spazio con dimensioni e leggi della fisica diverse, cosa che permette a chi lo attraversa di coprire enormi distanze in pochi istanti (o comunque in un tempo ragionevole) e poi tornare nello spazio reale, compiendo così viaggi di decine o centinaia di anni luce. Asimov in Fondazione e Terra fa dire ai suoi protagonisti che “iperspazialmente la Galassia è un punto”. Una variante di iperspazio è il warp di Warhammer 40.000, celebre wargame, nel quale le astronavi possono viaggiare per raggiungere luoghi lontani, ma anche dove si aggirano entità demoniache e temibili tempeste che possono spazzare vie intere flotte.
Qualcosa di simile si è visto anche nel film Punto di non ritorno, nel quale però l’astronave che aveva viaggiato era sperimentale.
In alcuni casi è possibile entrare nell’iperspazio solo a una certa distanza dai campi gravitazionali di stelle e pianeti.

 

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Rimangono altre tecnologie come i portali dimensionali che collegano diversi mondi, possono essere localizzati su singoli pianeti o direttamente in orbita e funzionano idealmente come l’iperspazio, anche se è il portale e non l’astronave a fare il lavoro. Il problema di questo approccio è che prima bisogna costruirli i portali sui due punti e quindi farsi il viaggio dal punto 1 al punto 2 con un’altra tecnologia.

Oppure si possono sfruttare i wormhole, fenomeni naturali possibili che permetterebbero il collegamento tra punti diversi dell’universo, in questo caso però occorre arrivarci agli ingressi di questi “tunnel”: abbiamo un esempio in Star Trek Deep Space Nine, dove il wormhole è un aspetto centrale della serie in quanto permette di collegarsi al quadrante Gamma che altrimenti sarebbe troppo lontano per le astronavi a curvatura.

Ognuna di queste scelte narrative ha le sue conseguenze: più facile (ed economico) è il viaggio interstellare, più intensi saranno i contatti tra i mondi e la capacità di reazione a un’invasione (ma anche l’invasione stessa), viceversa avremo un impero con un potere centrale meno forte e la necessità dei vari pianeti di essere maggiormente autosufficienti sia in termini economici sia militari e culturali.

In Star Trek la Federazione pare in grado di mantenere senza difficoltà i collegamenti con tutti i suoi mondi, mentre l’Imperium di Warhammer 40.000 si trova in una situazione opposta, con mondi o addirittura interi sotto-settori virtualmente isolati dalla Terra.

Ciò ha ripercussioni dal punto di vista militare, infatti in Star Trek la reazione alle minacce esterne è molto rapida (giorni, settimane, al più mesi) mentre in Warhammer 40.000 è più lenta, a volte molto lenta (anni e decenni) a meno che non siano coinvolti mondi e settori chiave.

Ma le ripercussioni sono anche sociali: mentre i mondi della Federazione si pongono alla pari in termini di diritti, di scienza e di consapevolezza, quelli dell’Imperium sono molto diversi, in alcuni vivono popolazioni quasi selvagge o comunque in condizioni tecnologiche e sociali medievali, in altri abbiamo società industriose o ancora dedite all’arruolamento. Addirittura alcuni mondi sanno a malapena di far parte dell’Imperium stesso, se non in senso simbolico.

Al prossimo post tratterò la parte relativa all’economia, cosa di non secondaria importanza, spesso nella fantascienza gli Imperi Galattici sembrano funzionare in modo similare a grandi nazioni e imperi terrestri, ma non è detto che debba essere così: ad esempio è improbabile che un mondo abbia bisogno di minerali grezzi da altri mondi a decine di anni luce di distanza quando potrebbe semplicemente procurarseli nel proprio sistema solare.

 

 

 
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Pubblicato da su 13 luglio 2014 in Fantascienza

 

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Uragano Rosso

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Seconda metà degli anni ’80 del XX secolo, un gruppo di estremisti islamici distrugge la più grande raffineria dell’Unione Sovietica che si trova così ad affrontare lo spettro di una gravissima crisi economica entro un anno, quando gli stock di carburanti saranno esauriti.

Per evitare ciò, il Politburo, l’organo esecutivo del potere sovietico, decide che è necessario invadere l’Iran e l’Irak per appropriarsi del petrolio lì presente, ma per avere mano libera deve prima neutralizzare la NATO, viene così varata l’operazione Uragano Rosso: un attacco dell’esercito sovietico alla Germania Occidentale, preceduta da pochi mesi di manovre diplomatiche e depistaggi per ingannare gli occidentali.

In questo romanzo Tom Clancy ricostruisce uno scenario più o meno plausibile di Terza Guerra Mondiale o comunque da guerra europea, ci sono un gran numero di personaggi, principali e secondari (generali, ammiragli, comandanti, piloti, carristi, politici) che ci permettono di vedere la situazione bellica e pre-bellica da svariate angolature, non solo tra le due fazioni, ma pure tra le diverse forze armate di una stessa nazione.

Il linguaggio a volte è un po’ ostico per chi è a digiuno di mezzi militari, ma nell’insieme anche le scene dei combattimenti e delle battaglie scorrono bene e lo scontro tra est e ovest assume proporzioni epiche.

A grandi linee la strategia sovietica mira a invadere la Germania Ovest in massimo un mese (poiché il carburante è limitato e oltre questa scadenza sarebbe difficile mantenere lo sforzo bellico) e attaccare l’Islanda per poi bloccare l’afflusso di rinforzi e rifornimenti dagli USA e bloccare la flotta americana.

Ma come si sa “nessun piano resiste al contatto col nemico” e ciò è valido per tutte le parti in conflitto, che sperimenteranno dolori, speranze, entusiasmo, delusioni e altro ancora.

Saremo nei cieli della Germania, nelle acque dell’Atlantico, nelle profondità oceaniche, dietro ogni sporca rovina delle città tedesche, ma anche nelle sale del Politburo, nel quartier generale russo e in quello occidentale, vedremo l’azione e io combattimento, ma anche l’analisi tattica e strategica, i dubbi, le illusioni, i rischi…

Certamente un romanzo valido per i nostalgici della guerra fredda e gli appassionati di storie di guerra che vogliono qualcosa di diverso e molto, molto vasto!

Uragano Rosso su Amazon

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2014 in Recensioni

 

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Forest... and surroundings

fabio chinellato | dottore forestale

Marta Duò

Sempre immersa nei libri, ho ricavato un angolino per raccontare di mondi in rovina.

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Malichar

Se lo hai pensato, lo hai creato... in qualche universo.

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

Cristina Da Rold

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