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Costruisci il tuo Impero Galattico (1)

13 Lug

Galaxymap_p1

La fantascienza ci ha abituato a una galassia (e a volte più galassie) dominate dai imperi galattici (come nelle opere di Asimov, in Dune o nei film di Star Wars) o contese da grosse entità politiche (come ad esempio in Star Trek).
Sia che nell’ambientazione siano presenti alieni oppure che ci siano solo esseri umani, abbiamo potenti stati interstellari che dispongono di flotte per contrastare i propri nemici mentre altre navi solcano l’infinito come cargo o trasporto passeggeri.

Spesso questi imperi (o federazioni ecc…) sembrano essere una versione più grande di quello che sono e sono stati gli imperi e nazioni terrestri, ma senza sostanziali differenze qualitative.

Lo scrittore di fantascienza è il dio del proprio universo, ma la coerenza non dovrebbe essere un optional, nel costruire il proprio Impero Galattico si dovrebbero valutare prima gli effetti di molte cose, in questo post discuterò del viaggio interstellare.

Ovviamente per creare un Impero Galattico occorre avere la capacità di viaggiare tra le stelle in tempi ragionevoli!

Innanzitutto occorre decidere se sottostare alle regole di quell’antipatico di Einstein e avere viaggi a velocità sub-luce oppure mandare a quel paese la fisica e lasciarsi andare a viaggi superluminali.

Se parliamo di viaggi sub-luce, allora il nostro impero sarà forzatamente limitato a pochi sistemi solari o a uno solo: nel primo caso un esempio è l’impero dei Rettili (o della Razza) nel Ciclo dell’Invasione di Turtledove, esteso su tre mondi (quello natio e due conquistati in seguito).

I Rettili fanno viaggiare le proprie astronavi fino a una velocità pari a metà di quella della luce, cosa che comunque fa richiedere anni per viaggiare da un mondo all’altro, per questo gran parte dell’equipaggio viene sistemato in celle criogeniche (il sonno freddo) in attesa di arrivare a destinazione.

Tutto ciò porta alla necessità di governi locali con forti poteri decisionali (impossibile attendere ordini dalla capitale), a commerci limitati (forse solo tecnologia) e anche a limitate possibilità di difesa e offesa (le flotte da guerra impiegherebbero anni ad attaccare un vicino o a difendere una colonia).

I viaggi superluminali  o FTL ci consentono invece di immaginare movimenti più veloci e di poter raggiungere le stelle in tempi ragionevoli, generalmente abbiamo due tipi di propulsione:

motore a curvatura, celebre in Star Trek, che contrae lo spazio davanti all’astronave e dilata quello dietro di essa, questo di fatto rende il viaggio interstellare “simile” a un viaggio sub-luce, cambia solo la velocità;

Star Trek (2008) Directed by: J.J. Abrams

– iperspazio, famoso ad esempio in Star Wars, in Battlestar Galactica o nelle opere di Asimov, le astronavi “bucano” il tessuto della realtà per entrare in uno spazio con dimensioni e leggi della fisica diverse, cosa che permette a chi lo attraversa di coprire enormi distanze in pochi istanti (o comunque in un tempo ragionevole) e poi tornare nello spazio reale, compiendo così viaggi di decine o centinaia di anni luce. Asimov in Fondazione e Terra fa dire ai suoi protagonisti che “iperspazialmente la Galassia è un punto”. Una variante di iperspazio è il warp di Warhammer 40.000, celebre wargame, nel quale le astronavi possono viaggiare per raggiungere luoghi lontani, ma anche dove si aggirano entità demoniache e temibili tempeste che possono spazzare vie intere flotte.
Qualcosa di simile si è visto anche nel film Punto di non ritorno, nel quale però l’astronave che aveva viaggiato era sperimentale.
In alcuni casi è possibile entrare nell’iperspazio solo a una certa distanza dai campi gravitazionali di stelle e pianeti.

 

Battlestar-Galactica__128

 

Rimangono altre tecnologie come i portali dimensionali che collegano diversi mondi, possono essere localizzati su singoli pianeti o direttamente in orbita e funzionano idealmente come l’iperspazio, anche se è il portale e non l’astronave a fare il lavoro. Il problema di questo approccio è che prima bisogna costruirli i portali sui due punti e quindi farsi il viaggio dal punto 1 al punto 2 con un’altra tecnologia.

Oppure si possono sfruttare i wormhole, fenomeni naturali possibili che permetterebbero il collegamento tra punti diversi dell’universo, in questo caso però occorre arrivarci agli ingressi di questi “tunnel”: abbiamo un esempio in Star Trek Deep Space Nine, dove il wormhole è un aspetto centrale della serie in quanto permette di collegarsi al quadrante Gamma che altrimenti sarebbe troppo lontano per le astronavi a curvatura.

Ognuna di queste scelte narrative ha le sue conseguenze: più facile (ed economico) è il viaggio interstellare, più intensi saranno i contatti tra i mondi e la capacità di reazione a un’invasione (ma anche l’invasione stessa), viceversa avremo un impero con un potere centrale meno forte e la necessità dei vari pianeti di essere maggiormente autosufficienti sia in termini economici sia militari e culturali.

In Star Trek la Federazione pare in grado di mantenere senza difficoltà i collegamenti con tutti i suoi mondi, mentre l’Imperium di Warhammer 40.000 si trova in una situazione opposta, con mondi o addirittura interi sotto-settori virtualmente isolati dalla Terra.

Ciò ha ripercussioni dal punto di vista militare, infatti in Star Trek la reazione alle minacce esterne è molto rapida (giorni, settimane, al più mesi) mentre in Warhammer 40.000 è più lenta, a volte molto lenta (anni e decenni) a meno che non siano coinvolti mondi e settori chiave.

Ma le ripercussioni sono anche sociali: mentre i mondi della Federazione si pongono alla pari in termini di diritti, di scienza e di consapevolezza, quelli dell’Imperium sono molto diversi, in alcuni vivono popolazioni quasi selvagge o comunque in condizioni tecnologiche e sociali medievali, in altri abbiamo società industriose o ancora dedite all’arruolamento. Addirittura alcuni mondi sanno a malapena di far parte dell’Imperium stesso, se non in senso simbolico.

Al prossimo post tratterò la parte relativa all’economia, cosa di non secondaria importanza, spesso nella fantascienza gli Imperi Galattici sembrano funzionare in modo similare a grandi nazioni e imperi terrestri, ma non è detto che debba essere così: ad esempio è improbabile che un mondo abbia bisogno di minerali grezzi da altri mondi a decine di anni luce di distanza quando potrebbe semplicemente procurarseli nel proprio sistema solare.

 

 

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5 commenti

Pubblicato da su 13 luglio 2014 in Fantascienza

 

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5 risposte a “Costruisci il tuo Impero Galattico (1)

  1. The Hunter

    14 luglio 2014 at 18:14

    Ottimo articolo! Neanche avevo mai pensato che potessero esserci più di un modo di viaggiare più della luce nella stessa ambientazione, questo mi da molte idee!

     
    • Van Horstmann

      14 luglio 2014 at 19:04

      Grazie e benvenuto! Si nulla impedisce che possa esserci più di un tipo di viaggio interstellare in uno stesso romanzo, sarebbe facile ipotizzare dei wormhole come autostrade galattiche in una galassia che si muove anche a curvatura!

       
  2. Dr giuseppe dessi 055 642802

    3 agosto 2015 at 15:15

    Perché non usare la spinta di Queller. Dr.giuseppe Dessi. Email giuse.dessi56@gmail.com

     

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