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La morte dell’erba

20 Apr

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Trovato per caso in un mercatino di Bologna (che se avessi avuto più soldi dietro avrei saccheggiato abbondantemente), “La morte dell’erba” di John Christopher è uno dei grandi classici della fantascienza apocalittica.

Come ci dice il titolo, la causa della fine del mondo non è una guerra nucleare, un impatto di un corpo celeste o qualche altro evento spettacolare, ma una malattia causata dal virus Chung-Li che uccide l’erba.

La prima vittima del Chung-Li è il riso, la Cina viene sconvolta da una carestia che uccide milioni di persone nonostante gli aiuti provenienti dall’occidente, gli scienziati riescono a un certo punto a contenere la minaccia, ma ben presto il virus si ripresenta e questa volta è in grado di attaccare qualunque tipo di erba, incluse tutte le graminacee (riso, orzo ecc…).

L’espansione del virus è inarrestabile, giunge in Europa e pure in Inghilterra, dove si svolge la storia, tutte le precauzioni e i tentativi di isolare e distruggere le coltivazioni infette falliscono mentre la conversione agricola da grano a patate avviene troppo lentamente.

Il protagonista della vicenda è John, un comune cittadino londinese avvertito dall’amico Roger, che ha un incarico governativo, del disastro imminente per l’Inghilterra nonostante le rassicurazioni delle autorità, l’unica speranza di salvezza è abbandonare Londra e raggiungere una valle chiusa dove vive il fratello di John, David, che ha ereditato la fattoria del nonno e possiede tutto ciò che serve per continuare a sopravvivere.

La fuga da Londra e il viaggio verso la valle nel mezzo del crollo della civiltà è davvero coinvolgente, il collasso dell’ordine costituito avviene di schianto, John diventerà capo di un gruppo via via più numeroso e dovrà occuparsi di scelte difficili, a volte crudeli, dovrà tenere l’equilibrio del potere, si renderà conto di essere diventato un uomo diverso, un uomo adatto al nuovo mondo.

Con lui respiriamo davvero la sensazione di disastro, di fine del mondo, che un uomo comune potrebbe trovarsi a vivere.

Solo 217 pagine per un romanzo che qualunque appassionato di genere apocalittico e post-apocalittico dovrebbe leggere.

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2 commenti

Pubblicato da su 20 aprile 2014 in Recensioni

 

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2 risposte a “La morte dell’erba

  1. fabio

    5 settembre 2014 at 22:26

    davvero un bellissimo romanzo, consiglio anche gli altri due romanzi dll’autore, che io considero la sua trilogia dell’apocalisse, il primo e’ UNA RUGA SULLA TERRA, e l’altro e’ INVERNO SENZA FINE, consigliatissimi!

     
    • Van Horstmann

      7 settembre 2014 at 17:18

      Ti ringrazio per la segnalazione, sono due titoli che metterò nella mia wish list.

       

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